Incremento delle retribuzioni dei docenti

Finalmente, dopo molti anni, le retribuzioni dei docenti universitari tornano a crescere.

Pochi giorni fa è stato infatti pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che aggiorna le retribuzioni del personale non contrattualizzato della Pubblica Amministrazione (oltre ai docenti universitari, i magistrati, parte delle forze dell’ordine ed i diplomatici). Come è noto a tutti i docenti, tali retribuzioni sono annualmente modificate in misura pari agli incrementi medi di quelle del personale contrattualizzato della Pubblica Amministrazione dell’anno precedente. Dopo molti anni di blocco degli stipendi, nel 2018 finalmente i contratti del pubblico impiego hanno avuto un incremento del 3.5% circa, che però è stato valutato dall’INPS pari al 2.28% (in quanto applicato dal mese di aprile 2018 e quindi incidendo solo parzialmente sulle retribuzioni complessive del 2018), mentre la parte restante verrà registrata nel 2019 (e quindi riconosciuta ai docenti a partire dal 2020).

Pertanto, con decorrenza dal 1 gennaio 2019, gli stipendi dei professori e dei ricercatori registreranno un incremento del 2.28%, pari, al netto, ad alcune decine di euro mensili (nella maggior parte dei casi, tra 50 e 100 €), con il riconoscimento di arretrati per una decina di mensilità (il numero di mensilità arretrate dipenderà ovviamente dal mese in cui verranno calcolati tali incrementi). A questo si aggiunge un incremento dello 0.11% a partire dal gennaio 2018 (con relativi arretrati), che però inciderà in maniera difficilmente percepibile, trattandosi in tutti i casi di pochi euro al mese (ed al più una quarantina di euro netti di arretrati).

La nota dolente in queste notizie sicuramente positive è costituita dal fatto che tali incrementi vengono posti a carico dei bilanci degli Atenei, senza che il FFO venga corrispondentemente incrementato. Il costo complessivo per l’Università di Palermo dell’aumento delle retribuzioni del personale docente può essere stimato in circa 2.5 MLN €.

Tale incremento, fortunatamente, non mette a rischio la solidità del bilancio dell’Ateneo, in quanto in fase di redazione del bilancio 2019 venne messo in conto questo atteso incremento delle retribuzioni, inizialmente stimato dagli uffici nella misura dell’1% e poi aumentato al 2% su proposta della Commissione Bilancio del CdA. Pertanto gli incrementi stipendiali risultano già coperti per circa 2.2 MLN €, mentre si rendono necessari circa 300.000 € ulteriori per la copertura di questo intervento. Nemmeno la copertura di questa piccola eccedenza costituisce comunque un problema, in quanto risultano ancora accantonati nel Fondo Rischi e Oneri (in particolare, alla voce “Fondo oneri per rinnovi contrattuali“) poco più di 2 MLN € che a questo punto, essendosi già pagati nel 2018 anche gli arretrati per il rinnovo del contratto del Personale TAB, possono essere utilizzati per i circa 300.000 € euro necessari, mentre la parte residua può essere finalmente svincolata e destinata ad altri interventi.

Le buone notizie sono pertanto due:

1) i nostri stipendi dopo moltissimi anni subiranno un, sia pur modesto, incremento;

2) sul Bilancio dell’Ateneo (in particolare sul Fondo Oneri per rinnovi contrattuali) si libereranno risorse per più di 1.5 MLN €, che il CdA potrà decidere se utilizzare immediatamente o mantenere da parte per futuri interventi.

Con riferimento al secondo punto va peraltro ricordato che gli ultimi mesi dell’anno costituiscono sempre una buona occasione per una possibile revisione del bilancio che, approvato alla fine dell’anno precedente, può essere aggiornato sulla base dell’effettivo andamento delle entrate e delle uscite. Nel settembre 2018, ad esempio, una revisione degli accantonamenti nel Fondo rischi per contenzioso legale, del costo del personale e delle entrate da contribuzione studentesca ha consentito di liberare risorse per circa 2.5 MLN €, che per la maggior parte sono state destinate alla manutenzione straordinaria degli immobili.

Non so se quest’anno si intende – né se ve ne siano le condizioni – procedere in maniera analoga, ma le richiamate risorse “svincolabili” sul Fondo Rischi e Oneri potrebbero già costituire un primo elemento di tale eventuale revisione.

8 pensieri riguardo “Incremento delle retribuzioni dei docenti

  • settembre 16, 2019 in 9:07 am
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    Grazie Enrico, ottima notizia e ottima spiegazione.

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  • settembre 16, 2019 in 9:17 am
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    Grazie Enrico, magari c’è anche la speranza che il tempo che noi RTI stiamo dedicando alla pratica per la retribuzione degli insegnamenti (2018/19) non sia tempo sprecato.

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    • settembre 16, 2019 in 9:29 am
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      Certo che non sarà tempo sprecato! In bilancio sono stati messi 1.100.000 euro proprio per questo! Non credo ci sarà problema, almeno spero 🙂

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  • settembre 16, 2019 in 1:12 pm
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    Enrico ti ringrazio della bella notizia.
    A presto

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  • settembre 16, 2019 in 2:17 pm
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    Grazie Enrico. Analisi puntuale e molto chiara. Speriamo che questo sia un buon inizio per sistemare le tante problematiche dell’Università

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  • settembre 16, 2019 in 3:59 pm
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    grazie enrico: come sempre, molto chiaro.

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    • settembre 17, 2019 in 8:10 am
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      Credo che per i pensionati non ci sia alcuna variazione (mi dispiace…), tranne gli eventuali arretrati per chi sia stato in servizio negli ultimi mesi (dato che gli aumenti del 2.28% decorrono dal 1 gennaio 2019).

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