Analisi del FFO 2018 dell’Università di Palermo

Nei giorni scorsi è stato finalmente pubblicato il Decreto 587/2018 sui “Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università Statali e dei Consorzi interuniversitari per l’anno 2018″. Le risorse complessivamente assegnate sono pari a 6,992 miliardi di €, a fronte del valore di 6,631 miliardi di € del 2017.

L’apparente aumento di circa 350 MLN € in realtà nasconde una piccola contrazione delle risorse, in quanto le somme aggiuntive sono destinate alla copertura della cosiddetta “no-tax area” (che passa da 55 MLN a 105 MLN €, come già previsto nella Finanziaria 2016), dell’una-tantum per la compensazione degli scatti stipendiali (50 MLN €) e dal finanziamento dei Dipartimenti di Eccellenza (271 MLN €). In definitiva, quindi, le risorse non vincolate disponibili si sono ridotte di circa 15 MLN €.

Il risultato per l’Università di Palermo, per quanto certamente non drammatico né troppo preoccupante, appare nel complesso negativo, essendo il FFO 2018 inferiore di circa 2 MLN € rispetto al 2017, al netto della quota per la “no-tax area” (che interviene a coprire le minori entrate dovute alle esenzioni dalla contribuzione studentesca e quindi non può essere considerata un finanziamento aggiuntivo). Considerando anche la no-tax area, comunque, il FFO cresce di quasi 400.000 € rispetto all’anno scorso.

Nel seguito si proverà ad analizzare brevemente le singole voci del FFO per cercare di individuare linee di tendenza ed eventuali necessità di intervento.

La struttura del FFO può essere descritta attraverso lo schema che segue, in cui l’ultima colonna indica il peso percentuale della singola voce di finanziamento a livello nazionale rispetto al totale:

Voci principali Articolazione voce Percentuale
Quota base Storico 43,57 % 63,31 %
Costo standard 19,74 %
Quota premiale VQR 14,53 % 24,21 %
Reclutamento 15-17 4,84 %
Autonomia responsabile 4,84 %
Perequativo Policlinici 0,26 % 2,18 %
Salvaguardia -2% 1,19 %
Accelerazione 0,73 %
Piani straordinari 3,67 %
No-Tax area 1,58 %
Piano Triennale 0,66 %

Nella tabella che segue sono invece riportate le quote ottenute da UNIPA per ciascuna delle voci di finanziamento, accostando al dato del 2018 quello del 2017. La comparazione rispetto all’anno precedente non può essere tuttavia effettuata sui valori complessivi, in quanto da un anno all’altro la consistenza delle singole voci cambia in maniera significativa a livello nazionale (in particolare, la Quota Base tende a ridursi a favore di quella Premiale e, all’interno della Quota Base, tende a crescere il peso del Costo standard rispetto al dato Storico). Il confronto deve essere allora effettuato sui valori percentuali del finanziamento UNIPA rispetto a quello nazionale con riferimento al 2017 e al 2018, valori riportati nella terzultima e quartultima colonna della tabella.

Voci principali Articolazione voce 2017

(MLN €)

2018

(MLN €)

Percentuali Confronti
2017 2018 con valore medio con anno 2017
Quota base Storico 101,281 91,226 3,16 3,09
Costo standard 37,615 40,157 2,93 2,91
TOTALE 138,883 131,384 3,02 2,97
Quota premiale VQR 25,493 28,114 2,8 2,8
Reclutamento 15-17 6,690 7,108 2,2 2,12
Autonomia respons. 9,242 10,379 3,04 3,1
TOTALE 41,344 45,516 2,69 2,69
Perequativo Policlinici 1,934 1,981 10,67 10,93
Salvaguardia -2% 1,738 2,351 1,88 2,95
Accelerazione 1,072 1,413 2,84 2,79
TOTALE 4,678 5,667 3,23 3,91
Piani straord. 5,665 5,740 2,39 2,35
No-Tax area 2,373 4,882 4,32 4,65
Piano Triennale 1,234 1,234 2,82 2,81
TOTALE 194,135 194,505 2,927 2,916

Per ciascuna voce è opportuno fare due tipi di comparazione e cioè:

1. confrontare il valore percentuale ottenuto rispetto a quello complessivo (che è pari al 2,916% del finanziamento nazionale), per distinguere le voci che favoriscono l’Ateneo (percentuali superiori al 2,916%) e quelle che invece lo penalizzano (inferiori al 2,916%). Il confronto è mostrato in forma grafica nella penultima colonna della tabella precedente;

2. confrontare il valore percentuale ottenuto nel 2018 con la corrispondente voce del 2017, per individuare le tendenze favorevoli e quelle sfavorevoli. Il confronto è mostrato in forma grafica nell’ultima colonna della tabella precedente.

Una breve discussione di ciascuna voce consente di trarre alcune conclusioni potenzialmente utili per le scelte future.

Quota Base storica. Rimane la voce di gran lunga più rilevante. Essendo basata sul dato storico, continua ad essere relativamente favorevole per l’Ateneo, che riceve una quota di finanziamento (ancora) superiore al 3% rispetto al totale nazionale. Inevitabilmente, risulta per UNIPA in continuo peggioramento rispetto all’anno precedente, una tendenza che permarrà fino a quando la quota complessiva di FFO dell’Ateneo (al netto di voci particolari come la no-tax area) non smetterà di ridursi. La progressiva riduzione di questa voce a favore del Costo Standard e della Quota Premiale (che continuerà ancora per diversi anni) costituisce al momento la penalizzazione più significativa per l’Ateneo, in quanto si riduce una voce “positiva” a favore di una “negativa”.

Quota Base da Costo Standard. Il finanziamento si ottiene moltiplicando il Costo Standard unitario per il numero di studenti in corso (da quest’anno sono inclusi anche i fuori corso entro il primo anno). Questa è forse la voce più deludente del 2018, risultando leggermente in contrazione rispetto al 2017 (dal 2,93% al 2,91% a livello nazionale) a fronte di un ragionevolmente atteso incremento. Nel 2018 infatti è stato introdotto un nuovo sistema di calcolo del costo unitario, da cui ci si attendeva un miglioramento per le aree economicamente più depresse, che non si è in alcun modo realizzato (il costo standard unitario per UNIPA si è mantenuto invariato in rapporto alla media nazionale). Inoltre il calcolo è stato effettuato sulla coorte di studenti dell’A.A. 2016/17, quando le immatricolazioni UNIPA hanno registrato un significativo incremento, peraltro superiore a quello medio nazionale. Le ragioni per cui questa circostanza non si sia tradotta in un incremento percentuale del numero di studenti iscritti regolari (fino al primo anno fuori corso) devono essere opportunamente studiate, per verificare se abbia influito un aumento del numero di iscritti part-time (un fenomeno che recentemente è “esploso” nell’Ateneo e al quale da quest’anno si è posto un freno con misure auspicabilmente idonee) o degli abbandoni. Poiché il MIUR mette a disposizione una gran quantità di informazioni sulle modalità di calcolo delle singole voci sul sito http://ffo.cineca.it (con accesso protetto da credenziali riservate), auspico che l’Amministrazione effettui i necessari approfondimenti (per contribuire ai quali mi metterò a disposizione laddove mi venissero fornite le credenziali), rendendone noti gli esiti in modo da programmare gli opportuni interventi per il futuro. In ogni caso è ovvio che qualunque intervento potrà dispiegare i propri effetti con qualche anno di ritardo, in quanto i dati utilizzati per il FFO di un anno fanno riferimento agli immatricolati fino al precedente anno accademico (ad esempio, i dati per il FFO 2018 sono calcolati sugli iscritti fino al I FC dell’A.A. 2016/17 e cioè sugli immatricolati del 2013/14, 2014/15, 2015/16 e 2016/17 per le triennali). Ad esempio, il già richiamato intervento sugli studenti part-time (che dovrebbero diminuire in maniera significativa a partire da quest’anno e, in misura ancora maggiore, dal 2019/20), dovrebbe portare, ad altri numeri invariati, ad aumenti della quota da Costo Standard rispettivamente del 3% e del 6% per il 2020 e 2021, corrispondenti a maggiori finanziamenti di 1.350.000 € e 2.700.000 €.

Quota Premiale da VQR. E’ la parte principale della quota premiale ed è calcolata sulla VQR 2011-14, per cui rimarrà costante almeno fino al 2020, quando si conosceranno i risultati del successivo esercizio 2015-19. La quota ottenuta è il 2,80% di quella nazionale, a fronte di un numero di prodotti attesi dell’Ateneo nell’ultima VQR pari al 2,89% del totale. Si tratta di un risultato non troppo negativo, che attesta la presenza di valutazioni medie in Ateneo poco inferiori alla media nazionale. Data la rilevanza dell’importo, se nell’ultima VQR si fosse raggiunta una valutazione corrispondente al peso dei docenti UNIPA su base nazionale il finanziamento dell’Ateneo sarebbe stato superiore di 1 MLN € su questa voce.

Quota Premiale da reclutamento. Il risultato in assoluto peggiore per l’Ateneo, peraltro in diminuzione rispetto al già basso risultato del 2017. Essendo calcolato sulla VQR dei nuovi RTD (ove abbiano fatto in tempo a partecipare all’esercizio 2011-14) e dei Ricercatori e Associati transitati alla fascia superiore, risulta sostanzialmente proporzionale al numero di Punti Organico impegnati nel triennio considerato. Con questa bassissima percentuale di finanziamento l’Ateneo sconta quindi il basso livello di reclutamento nel triennio 2015-17, subendo così doppiamente gli effetti dei tagli di risorse degli anni passati che non solo riducono i finanziamenti, ma costringono anche a contenere il reclutamento, traducendosi in minori risorse anche per il futuro. E’ necessario anche dire che l’Ateneo paga la propria eccessiva prudenza nell’impegno di risorse per la programmazione del personale docente, considerando che almeno due terzi delle somme spese per il reclutamento e la progressione di carriera “ritornano” attraverso questa voce di finanziamento.

Quota Premiale da Autonomia Responsabile. Una voce introdotta a partire dal 2017, che consente all’Ateneo di ricevere finanziamenti in proporzione ai miglioramenti ottenuti su alcuni indicatori autonomamente scelti nell’ambito di una lista proposta dal MIUR. Il risultato è abbastanza favorevole per l’Ateneo, dimostrandone la capacità di perseguire adeguatamente gli obiettivi prefissati e, in generale, la maggiore equità di indicatori basati sulle variazioni rispetto allo stato di partenza piuttosto che su “fotografie” di tale stato (che inevitabilmente premiano i più forti).

Quota perequativa. Si articola in 3 voci, di cui la prima copre una piccola parte degli oneri derivanti dalla gestione dei Policlinici universitari, la seconda serve ad evitare che il finanziamento di un anno scenda più del 2% rispetto all’anno precedente (cosiddetta quota “di salvaguardia”) e la terza è proporzionale al finanziamento che si otterrebbe laddove il FFO fosse assegnato per il 30% su base premiale e per il 70% su base storica (quota “di accelerazione”). La quota di salvaguardia è stata pari a circa 2,35 MLN € e pertanto è opportuno rilevare che le precedenti considerazioni sugli interventi capaci di incrementare il FFO sarebbero stati effettivamente percepibili solo ove la loro incidenza fosse superiore a tale importo[1]. La quota di accelerazione risulta sostanzialmente corrispondente, in termini percentuali, alla quota premiale complessiva e pertanto non è molto favorevole per l’Ateneo.

Piani straordinari. Sono le risorse aggiuntive che nel tempo sono state riconosciute agli Atenei per favorire il reclutamento degli Associati, degli Ordinari (in maniera limitatissima) e degli RTDb. Essendo state sempre calcolate sulla base della VQR (e, nel caso degli RTDb del 2018, sulla base di indicatori perfino più penalizzanti per UNIPA) l’incidenza di questa voce è bassissima per l’Ateneo, dimostrando che l’obiettivo dei Governi che le hanno volute è sempre stato quello di “lasciare piovere sul bagnato”, assegnando risorse aggiuntive a chi già ne aveva ricevute in misura più elevata.

No-tax area. Con questo finanziamento vengono coperte le minori entrate per gli Atenei derivanti dall’introduzione, a partire dall’A.A. 2017/18, di forti esenzioni per gli studenti con ISEE molto basso. UNIPA riceve un finanziamento molto consistente, superiore alle previsioni inserite nel bilancio di previsione 2018, in conseguenza dell’elevatissimo numero di studenti a basso reddito iscritti all’Ateneo.

Piano Triennale. Voce di finanziamento molto contenuta, calcolata sulla base dei miglioramenti dell’Ateneo su una serie di indicatori. Il risultato non è particolarmente favorevole, essendo di poco superiore, in percentuale, rispetto al valore complessivo della Quota Premiale.

Le riflessioni fondate sulla precedente analisi possono indurre alle seguenti conclusioni:

a) l’aumento degli studenti costituisce un obiettivo imprescindibile per l’Ateneo. Si deve puntare alla progressiva eliminazione dei numeri programmati locali, al potenziamento delle sedi decentrate e alla capacità di attrazione di tutti i CdS. Tale obiettivo, oltre alla positiva ricaduta finanziaria, investe anche il ruolo sociale dell’Ateneo, essendo la Sicilia la regione con il più basso numero di laureati (peraltro in una nazione agli ultimi posti in Europa su questo indicatore);

b) volgendo ormai al termine il periodo di osservazione del prossimo esercizio VQR (2015-19), si devono concentrare sforzi eccezionali sulla qualità delle pubblicazioni disponibili per ogni docente, nel numero che sarà richiesto, per assicurare un risultato positivo su una voce di finanziamento progressivamente crescente;

c) l’eccessiva prudenza in sede di destinazione delle risorse per la programmazione del personale docente deve essere rapidamente abbandonata. Investire di più sul reclutamento consentirebbe allo stesso tempo:

– di avere più docenti di riferimento per i CdS attivi e da attivare;

– di avere docenti più motivati;

– di aumentare il peso percentuale di partenza dell’Ateneo nella prossima VQR;

– di aumentare proporzionalmente la parte della Quota Premiale legata al reclutamento.

1. in quanto eventuali aumenti della Quota Base e della Quota Premiale inferiori a tale soglia si tradurrebbero solo in una corrispondente riduzione della quota di salvaguardia, ad importo complessivo invariato del FFO.

 

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