Roberto Boscaino

Qualche giorno fa se ne è andato Roberto Boscaino, stimatissimo professore di Fisica, in pensione da pochi anni.

Ho conosciuto Roberto quando venni eletto come Rappresentante dei Professori Associati in un Senato Accademico di cui Lui era uno dei più autorevoli esponenti. Era un periodo molto caldo dentro le università italiane, con molti docenti (ed io tra questi) impegnati nel tentativo di contrastare l’approvazione di quella che sarebbe poi diventata la L. 240/2010, la cosiddetta Legge Gelmini. Roberto Boscaino era il Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e, come tutti i presidi, stava dall’altra parte della barricata, preoccupato della necessità di dare avvio all’anno accademico senza eccessivi scossoni.

Poco tempo dopo, approvata dal Parlamento quella legge, con Roberto continuammo a trovarci su fronti contrapposti nel difficile passaggio di riscrittura dello Statuto, rispetto al quale ci dividevano le diverse idee sul rapporto tra Scuole e Dipartimenti e sulle modalità di scelta del CdA.

Richiamo qui questi passaggi perché, nonostante le opposte visioni sulla politica accademica e nonostante la differenza di età e di ruolo, per Roberto rimaneva naturale lavorare insieme, in un clima sereno, costruttivo, di grande rispetto reciproco che, pian piano, mi sento di dirlo, divenne anche amichevole.

Roberto Boscaino era il Presidente della Commissione Didattica e Ricerca, il cuore pulsante del Senato Accademico ante-Gelmini (quello dei Presidi, quello che contava veramente) e in questa veste ricordo con molta nostalgia i numerosi pomeriggi passati, a Palazzo Steri o nel suo Studio nella presidenza di Via Archirafi, con Lui e con Giuseppina Campisi a studiare le carte dei dottorati, dell’offerta formativa o degli altri argomenti di competenza della “sua” commissione. Roberto aveva chiaro quali obiettivi si dovessero raggiungere, come si dovesse procedere, quali scelte andassero fatte, ma, una volta guadagnata la sua stima, era assicurato un ascolto attento e disponibile a qualunque punto di vista, per quanto lontano potesse risultare rispetto al suo.

Oggi rivesto nel Consiglio di Amministrazione di UNIPA un ruolo corrispondente a quello che fu il Suo e quel lavoro comune ha rappresentato per me una palestra eccezionale, un’opportunità dalla quale ho imparato tanto e della quale gli rimarrò sempre grato. Tantissimi altri colleghi lo hanno conosciuto, apprezzato e stimato in altri ruoli e sicuramente frequentato molto più di me, ma questo piccolo tassello della sua lunga attività dentro l’Università di Palermo volevo aggiungerlo anche io.

Ciao, Roberto, con Te se ne va una parte della migliore università che abbiamo conosciuto.

S.T.T.L.

 

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